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Storia del museo

 

Palazzo dellOpera del Duomo di OrvietoIl Museo dell'Opera del Duomo di Orvieto nasce nel 1882. Inaugurato il 9 giugno di quell'anno, con la presenza registrata di 1156 visitatori - accolti nelle sale della sede amministrativa della Fabbriceria dove fu realizzato il primitivo allestimento delle collezioni, in seguito trasferite in palazzo Soliano - il Museo Etrusco Medioevale dell'Opera del Duomo di Orvieto fu celebrato come evento culturale di grande significato, in quanto ad esso veniva affidato il compito di preservare le preziose testimonianze di "belle arti e patrie memorie" e di valorizzarle in funzione educativa e pedagogica.

Gradualmente, infatti, fin dalla prima metà dell'Ottocento, comincia a manifestarsi da parte di questa antica istituzione la vocazione a svolgere un ruolo di riferimento nei confronti di una diffusa aspirazione civica alla conservazione del patrimonio artistico locale, peraltro richiamata e sollecitata, all'indomani delle disastrose spoliazioni napoleoniche, dalle indicazioni normative contenute nel chirografo di Pio VII del 1802, ribadite ed ampliate nel 1820 dall'editto del cardinal camerlengo Pacca.


Duomo di OrvietoQuasi come una estensione dell'attività interna di gestione, tutela e custodia della cattedrale e dei pregevoli materiali da essa provenienti, ha inizio un'attività attrattiva di "raccolta" di beni archeologici e storico-artistici presenti in vario modo sul territorio ed esposti al rischio della dispersione dall'incuria, dalle trasformazioni urbanistiche e da un mercato antiquario in pieno sviluppo. Come attestano i documenti d'archivio, già sul finire degli anni '40 di quello stesso secolo l'Opera si trovò ad aver accumulato una notevole quantità di oggetti d'arte, acquisiti in virtù della sensibilità culturale ed artistica dei suoi Soprastanti - che promossero in diverse occasioni importanti acquisti, come nel caso del reliquiario trecentesco di San Savino - ma anche di privati cittadini che procurarono donazioni e depositi. Per rendere accessibili questi preziosi materiali ad artisti e studiosi che sempre più frequentemente ne facevano richiesta, essi furono collocati in una sala del palazzo di Piazza Duomo, dove un primo abbozzato allestimento - una prima Wunderkammer - si ebbe tra il 1875 e il 1879.

Nei due successivi decenni la raccolta subisce un consistente incremento per l'ingresso di fondi artistici provenienti da chiese, conventi e confraternite di Orvieto e del contado ormai in abbandono o soppressi per le disposizioni post-unitarie; di depositi comunali e donazioni private; infine delle opere monumentali di pittura e scultura cinque-seicentesca rimosse dalla cattedrale in seguito al radicale intervento di restauro conclusosi a fine secolo. Si costituiscono così diverse ed eterogenee collezioni che comprendono reperti archeologici, pittura, scultura, ceramica medievale e moderna, tessuti e paramenti sacri, arredi e suppellettili religiose, numismatica e grafica.

Anche l'identità di questo museo, ispirato dalle idealità municipalistiche, dall'intento pedagogico e dal gusto collezionistico di secondo Ottocento, è ormai delineata, ma è solo dal 1897 che si procede ad una organica musealizzazione, con il trasferimento della raccolta in Palazzo Soliano, restaurato allo scopo ed ancora oggi intitolato, in facciata, "Museo". Nell'immenso salone le opere furono collocate all'insegna della commistione e della continuità sincronica, ed in tale assetto rimasero fino al 1989, anno di chiusura del Museo.

Un primo progetto di rinnovamento fu elaborato dalla Soprintendenza dell'Umbria, prevedendo sin da allora l'utilizzo dei Palazzi Papali, da poco ristrutturati, come ulteriore sede espositiva le cui potenzialità erano già state evidenziate dalla mostra "Conservazione tra teoria e prassi", curata dallo stesso istituto ed allestita nel 1984 secondo i criteri museologici allora più attuali. Successivamente, alla fine degli anni Novanta, l'Opera si è dotata di un nuovo progetto che ha previsto il coinvolgimento di tutto il complesso delle fabbriche papali in funzione di un'articolata e sistematica distribuzione delle collezioni d'arte del Museo.

E' a partire dall'aprile 2006 e in attesa del completamento del programma museografico, che le pregevoli collezioni dell'Opera del Duomo sono state rese comunque fruibili negli spazi già utilizzabili. Numerosi, d'altra parte, sono gli studi già avviati, che arricchiranno di strumenti didattici la conoscenza e la fruizione di questo importante patrimonio storico-artistico grazie ad una campagna di documentazione e ricerca condotta parallelamente a quella di recupero e restauro dei beni. Tale attività ha restituito gradualmente a questa antica istituzione vitalità e accessibilità che furono l'obiettivo non solo degli amministratori dell'Opera e del governo municipale, degli studiosi e dei tecnici che ne furono i diretti promotori - da Francesco Pennacchi a Carlo Franci, a Giuseppe Ravizza, Luigi Fumi e Paolo Zampi -, ma di quanti la considerarono espressione concreta dei più alti ideali che il campanile poteva ispirare e ne vollero, per questo, arricchire il patrimonio con le loro donazioni. 

Bozzetto per le porte del Duomo di OrvietoNel settembre 2008, il sistema museale dell'Opera del Duomo di Orvieto è stato ulteriormente arricchito, con l'inserimento del novecentesco Museo Emilio Greco nel percorso espositivo del M.O.D.O., di cui è diventato il punto di avvio, a sostanziare il legame che unisce l'artista siciliano alla storia artistica della cattedrale orvietana, di cui scolpì negli anni Sessanta le porte bronzee, segnando la vitalità dell'organismo monumentale del Duomo come produttore ed emanatore di arte anche contemporanea.

Il percorso ideato interseca il tessuto urbano della città, dalla Piazza del Duomo e dagli antichi palazzi apostolici fino al più antico nucleo medievale, il millenario quartiere di San Giovenale, e alla storica Chiesa di Sant'Agostino.
Tale percorso rilancia la centralità del monumento-simbolo, la cattedrale, e ne reinterpreta e completa la fruizione articolandola in momenti e luoghi differenziati che hanno sì una loro autonomia - per la consistenza dei materiali esibiti e per l'autorevolezza delle sedi architettoniche interessate dalla mostra - ma che interagiscono tematicamente tra di loro, dando nuovo impulso alla visita ed arricchendo la conoscenza con i confronti ed i rimandi stimolati.

Il M.O.D.O. restituisce così alla fruizione, attraverso le sue diverse sedi, una serie di opere di grandissimo valore storico-artistico che attraversano un arco di cinque secoli. Esse rispecchiano la vastità e la varietà del patrimonio raccolto e conservato dall'Opera del Duomo, riaffermando il legame originario profondo con la città e con il territorio di questa istituzione e del suo Museo, che nacque alla fine dell'Ottocento proprio con una forte connotazione civica e municipale.  

 

Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto

Opera del Duomo di Orvieto - 26, Piazza del Duomo - 05018 Orvieto Tel +39 0763 342477 - Fax: +39 0763 340336
email: info@museomodo.it

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