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Duomo, Cappella di San Brizio

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Il Giudizio Universale

Il Giudizio Universale di Luca Signorelli, capolavoro dell'arte del Rinascimento, è il terzo grande ciclo pittorico realizzato ad affresco all'interno della cattedrale, dopo quello della Cappella del Corporale e quello della Tribuna, entrambi eseguiti da Ugolino di prete Ilario nel corso della seconda metà del Trecento.
In seguito, nella seconda metà del Cinquecento, fu realizzato un nuovo e importante ciclo decorativo con affreschi: le pareti e le nicchie delle navate laterali furono "rivestite" di immagini di Profeti e Sibille e di scene della vita di Gesù e dei Santi.
Purtroppo questo imponente complesso fu smantellato e distrutto nei restauri di fine Ottocento.

La grandiosa rappresentazione del Giudizio è così distribuita:

  • entrando nella cappella, nella prima campata incentrata sulla "fine dei tempi", il visitatore si trova con la scena del Finimondo alle spalle; sulla parete sinistra la Predicazione dell'Anticristo e sulla destra la Resurrezione della carne;
  • nella seconda campata, vede simultaneamente gli esiti del Giudizio divino: il Cristo Giudice di fronte sopra l'altare; la separazione degli eletti dai reprobi (parete di fronte); il Paradiso (a sinistra) e l'Inferno (a destra). Da un angolo della parete che narra i Fatti dell'Anticristo due figure vestite di nero, tradizionalmente identificate con Beato Angelico e Luca Signorelli, osservano le scene.

Sulle pareti al di sotto delle grandi lunette, Signorelli compone un vero e proprio ciclo iconografico dedicato agli Uomini Illustri i cui ritratti sono circondati da piccole scene a grisaille che illustrano brani delle loro opere.

Il programma decorativo della cappella sfrutta sapientemente la struttura architettonica delle volte e delle pareti. Cornici ricche di simboli della resurrezione e della vita ultraterrena (melagrane, peonie, fiori di loto e foglie di acanto) delimitano le vele delle due campate; di grande effetto è l'impostazione prospettico-illusionistica delle pareti, divise in due registri da una finta architettura in marmo dipinto articolata in pilastri verticali e cornici orizzontali.

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Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto

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