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L’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro in cantiere a Orvieto

Si concluderanno alla fine del mese di luglio i cantieri didattici della Scuola di Alta Formazione in Restauro dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro che hanno interessato opere delle collezioni dell'Opera del Duomo di Orvieto.

Manufatti lapidei del Lapidarium di Palazzo Soliano e manufatti in maiolica del Museo hanno costituito temi di studio e restauro che l'equipe dei 18 allievi dell'Istituto diretti dai loro docenti restauratori interni all'ISCR hanno affrontato con gran perizia e interesse.

Una nuova occasione di collaborazione tra i due Enti, che prende le mosse dallo storico intervento brandiano sulla tavola duecentesca di Coppo di Marcovaldo, una stretta sinergia dovuta anche alla perfetta coincidenza tra la varietà delle problematiche e tipologie dei materiali proposti dall'Opera e le esigenze della didattica dell'Istituto che proprio in questi giorni ha raggiunto una tappa fondamentale nella sua storia: l'accreditamento, ai sensi del DM 87/2009 della sua Scuola di Alta Formazione, equiparata ad un corso di laurea specialistica di cinque anni.

L'Opera del Duomo ha accolto con grande entusiasmo il progetto dei cantieri didattici del prestigioso e autorevole Istituto ed esprime la propria soddisfazione per la grande opportunità di poter ospitare a Orvieto, città dallo straordinario patrimonio storico e artistico, l'eccellenza in campo internazionale del settore della conservazione dei beni culturali.

ORVIETO – MUSEO DELL'OPERA DEL DUOMO, Collezione Maioliche (XIV-XVII secolo)
ISCR – CANTIERE DIDATTICO del LABORATORIO MANUFATTI CERAMICI – Luglio 2011

Il cantiere didattico del Laboratorio Manufatti Ceramici organizzato dall'ISCR in collaborazione con l'Opera del Duomo di Orvieto ha come suo obiettivo lo studio e il restauro di alcune maioliche del MODO di epoche diverse, dal XIV al XVII secolo, pervenute nelle collezioni del Museo attraverso ritrovamenti di scavo, donazioni e acquisti da collezioni private, costituendo uno dei nuclei più interessanti di produzione ceramica del patrimonio nazionale.

Avendo riscontrato diverse tipologie di intervento che, in restauri precedenti, avevano interessato i manufatti di questa collezione, talvolta con esiti poco validi dal punto di vista conservativo ed estetico, si è cercato di ricondurre le scelte ad un'unica metodologia. In tal senso, dopo l'iniziale fase di studio e di documentazione, sono state in alcuni casi rimosse, in altri rimodellate, precedenti integrazioni e sono stati asportati i vecchi collanti e i depositi di sporco. Sono stati poi rincollati con nuovi adesivi i frammenti disgiunti; i nuovi interventi integrativi dal punto di vista formale sono stati realizzati con l'utilizzo di impasti gessosi, fino ad ottenere la ricomposizione delle forme originarie. Dal punto di vista cromatico, con l'utilizzo della tecnica del puntinato, sono state riproposte le decorazioni di tipo geometrico che caratterizzano quasi tutti i pezzi su cui si è intervenuti, accordandosi con le tonalità delle superfici limitrofe.

Didatticamente, il cantiere costituisce per gli allievi un'occasione di riflessione metodologica oltre che un'importante esercitazione e sperimentazione dei più attuali sistemi di intervento su pezzi di varie tipologie, aperte (piatti) e chiuse (boccali), con diversificate difficoltà di esecuzione.

ORVIETO – MUSEO DELL'OPERA DEL DUOMO, Palazzo Soliano, "Lapidarium"
ISCR – CANTIERE DIDATTICO del LABORATORIO MANUFATTI LAPIDEI – Luglio 2011

Contemporaneamente, gli allievi del Corso di Restauro sui Materiali Lapidei dell'ISCR operano su alcuni reperti di epoca romana e medievale, fra cui si segnalano il frammento di transenna proveniente dall'Abbazia dei Santi Severo e Martirio, la statua romana nota come Venere di Pagliano e il sarcofago con ghirlande e maschere presente nelle collezioni dell'Opera del Duomo fin dalla fine dell'Ottocento.

Le opere presentano in generale le alterazioni determinate dalla collocazione in ambiente semiconfinato, nonché depositi collegati alla loro origine di reperti di scavo.

Dopo la preliminare documentazione grafica e fotografica, sono previste operazioni di pulitura e consolidamento. La statua della Venere di Pagliano richiederà, invece, un intervento più complesso. L'opera, rinvenuta casualmente nel 1925, è acefala, priva delle mani e dei piedi. La parte inferiore fu ricomposta integrando due frammenti. Il restauro prevede la rimozione della scultura dall'attuale sistemazione e lo studio per un migliore assemblaggio dei frammenti.

Anche in questo caso, il cantiere rappresenta una preziosa opportunità per gli allievi restauratori di intervenire sui manufatti lapidei situati all'aperto a completamento della formazione già impartita in laboratorio e nella prospettiva di valutare nuove possibilità per una loro musealizzazione.

Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto

Opera del Duomo di Orvieto - 26, Piazza del Duomo - 05018 Orvieto Tel +39 0763 342477 - Fax: +39 0763 340336
email: info@museomodo.it

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